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IL RESTAURO DI PALAZZO SETTANNI

L'androne d'ingresso era collegato al piano nobile mediante una scala provvisoria, che tagliando il corridoio centrale, giungeva direttamente nella stanza d’ingresso al primo piano. Per poter accedere agli altri piani si utilizzava una scala angusta e buia che conduceva a tutti i livelli, dall'interrato ai lastrici solari. I lavori di restauro hanno portato all'eliminazione della parte terminale di detta scala, laddove sbucava nell'ingresso del piano nobile per ripristrinare l'accesso diretto dallo scalone. La spazialità dell'ambiente è stata recuperata unendo i due volumi, ridando la continuità alla volta e fornendo luce direttamente dal piccolo atrio interno, unica fonte di illuminazione della stanza. Ragioni di tipo economico possono giustificare il mancato completamento, ed il conseguente inutilizzo, del grande scalone finito con gli attuali lavori di restauro, l'unico, consono alla dimensione e all’importanza dell’edificio. La scala si presentava allo stato rustico e la presenza dei gradini in cemento è solo la conseguenza del precedente intervento dei primi anni '80 che ha visto l'utilizzo della scala per il carico e scarico dei materiali.
La configurazione dei gradini si è rivelata assai disomogenea ed approssimativa, questo ha prodotto una loro completa rimodulazione. Il vano scala non è stato intonacato, il paramento murario è stato ripulito in modo da consentire la sua scialbatura. Le incorniciature, in pietra lavorata, delle porte di accesso ad ogni piano sono state semplicemente ripulite. L'ascensore ha sostituito la vecchia scala angusta e buia, evitando così di ingombrare la tromba dello scalone, cosa che avrebbe mutilato la sua spazialità e limitato l'idonea illuminazione. Il piano nobile è stato suddiviso in due grandi aree: esposizione museale e caffetteria, con al centro una sala conferenze. L’idea è stata quella di rendere indipendenti i due settori, ma nel contempo interconnessi attraverso la sala conferenze, funzionale sia alle attività legate al museo sia ad eventi connessi all'attività ristorativa; quest'ultima è dotata di due salette interne e di una grande terrazza all’aperto. I lavori eseguiti si sono soffermati sulla rifunzionalizzazione degli ambienti, per poterli adeguare alle necessità museali e alla soluzione delle obsolescenze impiantistiche insite nell'edificio.
Per poter garantire un percorso museale organico e la comunicazione tra ambienti un tempo pensati non comunicanti direttamente, sono state realizzate nuove aperture, in taluni casi ricavate in nicchie murarie preesistenti, in altri casi ex novo. La soluzione all'obsolescenza funzionale, è stata perseguita anche mediante l'introduzione dei servizi igienici, che erano presenti in quantità evidentemente non sufficiente, oltre alla totale mancanza di un servizio pensato per i diversamenti abili. Particolare cura si è riservata per le pavimentazioni, in larga parte conservate o integrate "in stile", lì dove vi era la presenza di finiture evidentemente già sostituite in età moderna in seguito a interventi di manutenzione approssimati. Tutti gli infissi interni ed esterni hanno visto il restauro dei telai in legno e la sostituzione del "vetro semplice" con i più performanti "vetro camera". In ultimo gli ambienti hanno subito il restauro dei dipinti, lì dove presenti, e il tinteggio con tonalità grigie, con prevalenza del grigio 14% (grigio kodak) che garantisce la miglior resa cromatica e riflettanza delle superfici, stante anche un'abbondante illuminazione indiretta di tipo led.
Il secondo piano ha visto la realizzazione di interventi di rifunzionalizzazione atti a poter accogliere l'osservatorio del legno. Sono stati introdotti i servizi igienici e si sono realizzate le aperture tra gli ambienti che ospitano funzioni complementari. Si è verificato che i solai in legno di copertura, non svolgono più una funzione portante, questo ha consentito la posa in opera di una protezione di livello più semplice, ma di contro ha comportato una modifica della percezione degli ambienti dovuta alla tripla verniciatura con un prodotto bianco ignifugo. Il piccolo laboratorio di diagnostica è stato dotato di un buon gruppo di strumenti (microscopi, lampade di wood, penetrometri, igrometri, etc..) utili alle attività da svolgere sui materiali. Il Terzo piano è stato interessato da diversi interventi durante i restauri dei piani inferiori, tra questi la risistemazione dei solai e la coibentazione delle coperture con successiva realizzazione di cordolo di coronamento. In questi locali è stato realizzato un deposito per la conservazione dei materiali lignei, la sua collocazione isolata, non a contatto con altri ambienti utilizzati, lo rende ideale per lo scopo. Tutti i lati del deposito sono stati resi più sicuri al fuoco: al pavimento si è aggiunto uno strato di "chianche" da terrazzo, alle pareti laterali e al soffitto è stata aggiunta una fodera in gasbeton. Nel nuovo progetto per questo livello è previsto il rinforzo delle murature mediante iniezioni di miscela di calce naturale per migliorarne le prestazioni in funzione delle nuove esigenze e dei nuovi carichi a cui verranno sottoposte.

 
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